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Sabato 26.12.98 Santo Stefano .
Posizione alle 08:00 S 31º
15' 00" - W 50º 21' 30"
Percorse da ieri alle 20:00 Mg. 69 - Media 5,75 nodi
Mancano 100 Mg. circa all'ingresso della barra.
C'è mare molto formato, con onde grosse e corrente molto virulenta, che fa guizzare Joshua, dandogli anche
quella caratteristica che io uso definire da TORO MECCANICO.
Ore 05:00 regolata e ridotta la randa, poi ho preso un café . Non si riesce a stare in
piedi. Sembra
di essere invalido, monco: perché ? Per il semplice fatto che non dispongo MAI delle mie due mani,
ne posso usare una sola, sempre. L'altra è costantemente avvinghiata da qualche parte e tante volte non
basta, devo agguantarmi con entrambe, non riuscendo a fare nulla di quello che avrei voluto fare o che stavo facendo.
Alle 06:50 sto scrivendo e il sole dall'oblò mi inonda della sua tiepida, ma vivida luce. E' un sù
e giù constante, dato dal rollìo ; sembra un pennello di luce che mi accarezza sul lato destro
del viso, spalla, corpo.. sù e giù....sù e giù...sù e giù.... Alle ore
07:00 ho preso un po' di latte con l'antidolorifico per le spalle e la compressa di vitamine : devo curarmi
ed evitare di ammalarmi.
(Nota del copista: a Rio de Janeiro LEONE ebbe forti dolori muscolari
localizzati nelle spalle, con difficoltà di movimenti, e
Claudio FERRANDA si preoccupò
dell'assistenza e cure mediche).
Ore 09:00 un buon caffettino è quello che ci vuole..! Devo stare ben chiuso dentro, le onde salgono
a bordo, sia dai lati che da poppa, secondo come Joshua tende e..
non posso dire
straorza, non è corretto:
forse alambarda, per effetto delle ondate che lo spingono al giardinetto. Quelle giuste lo sollevano e lo lanciano
in avanti, facendogli produrre due baffoni di schiuma bianca a prua; altre invece, meno giuste e troppo "tempiste", quando Joshua ha la poppa molto bassa ne approfittano per salire a bordo e spazzare di prepotenza la coperta.
Ho dovuto parancare il portellone dall'interno, l'acqua riusciva a filtrare attraverso le sue guarnizioni, evidentemente
poco "schiacciate" dal solo peso del portellone stesso.
Credo che in questa "Lagoa"
il SEAFARER 800 recupererà tutti questi anni di ozio! Difatti, fra i vari ecoscandagli che ho avuto,
questo è quello che ha lavorato pochissimo, quasi niente.
Beh, ora è il suo turno: per sicurezza
gli cambierò le batterie, che non mi ceda proprio sulle secche Ore
12:00, ho mangiato un paio
di arance e due cucchiai di polpa di pomodoro in scatola...
In Uruguay e Argentina avrò meno problemi di lingua, di come ne avevo in Brasile,
perché lì
parlano spagnolo e non portoghese. E se anche non è il vero spagnolo (io non lo sò, potrebbe però
anche essere) ne è per 80 / 90%. Ora, in vista di Montevideo e Buenos Aires, confesso di non veder l'ora
de "distrigarme" con l'impegno di Porto Alegre, per arrivare lì quanto prima. Un po' di
colpa ce l'ha però l'itinerario angusto e pericoloso che sono costretto a fare per 2 volte, l'andata
ed anche il ritorno (attraverso
La Laguna) Se non fosse così ostico, probabilmente anche qui sarebbe piacevole come gli altri posti; dopotutto
anche qui c'è la Comunità Giuliana ed uno Yacht Club che mi ospita. Va ben
dai.. piano piano faremo
ogni cosa...
Ieri sera, in coperta, mi sono bagnato le scarpe da ginnastica, e
oggi essendo umide, le ho messo in pozzetto
ad asciugare al sole e all'aria. Indovina ? Un'onda mi ha spazzato la coperta e riempito con qualche
litrata d'acqua anche il pozzetto...! Erano meglio prima, solo umide..
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