La mail di Gianni

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Il sogno

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Le Maire 

(trasmesso da F. Percovich)


**  Il Sogno-Impresa  **

 

Intorno al '94 attraverso la fortuita conoscenza in Atene di un nuovo amico italiano, il sogno della sua vita iniziò a concretizzarsi.
La fortuna gli stava offrendo quello che sempre gli era mancato per i "grandi viaggi" che sognava:  una barca d'acciaio, oceanica, solida, possente. Un Joshua !!

Un autentico Joshua del cantiere francese META, uno dei pochi esemplari esistenti in tutto il pianeta.
Dopo due anni gli occhi di Giovanni vedono il Joshua alato a Corfù.
Con i pochi mezzi a disposizione, Giovanni definisce i gradi di priorità di intervento e si predispone a revisionare tutto il possibile, rifacendo anche tutte le pitture che avrebbero dovuto durare anni: la coperta intera e l'opera morta, inevitabilmente l'opera viva e pratica migliorie alla ferramenta di coperta, rinvii, nuove posizioni ai winch... ecc. ecc.

Il sogno prendeva forma. Un giro del mondo in solitario da Est a Ovest controvento. Nessun canale, nessuno stretto, nessuna scorciatoia o semplificazione; solo doppiando i Grandi Capi, come una volta, come i grandi navigatori storici, quando non c'erano alleati GPS, radar o telefoni satellitari per essere tutti i giorni col cuore sostenuto dal mondo.
Non si poneva, all'ora, nessun limite di tempo, solo una base stimata di 4 o 6 anni.  Che fretta c'era ? 
  ...Forse non sarebbe più tornato....

Durante i lavori a Corfù c'erano però amici che a Trieste parlavano di Lui, in chiave amica e di stima.
Così, il Comune di Muggia stimolato da questa avventura, si interessò a questo lungo viaggio.
E Giovanni fu invitato a tornare a Trieste insieme a Joshua, per metterla a disposizione ad eventuali sponsor ed effettuare una partenza ufficiale, non da Corfù, ma da Muggia (TS).

Fu così che nel settembre '97 Joshua approdò a nel porto della città marinara. Il Piccolo, giornale del luogo, informò i lettori e appassionati che la copia del celebre Joshua, ora al museo di La Rochelle, sarebbe stato presente nella Barcolana, infatti Joshua era stato iscritto con il n° 201 alla regata più frequentata del mediterraneo.

Seguirono mesi di ulteriore preparazione, di ricerca e acquisizione di tutta la cartografia e documentazione necessaria ad un viaggio di questo tipo.
Oltre 1.200 le carte nautiche, una quarantina i portolani, tavole di marea, effemeridi, tavole HO 214, Pilot Chart di tutti gli oceani ed una quantità di altri testi nautici di altra natura.
Dietro tutto questo frenetico lavorìo e denaro necessario aleggiava
(*) uno sponsor.
Per la sua presenza il Giro del Mondo era stato "compresso" a soli 2 anni, in maniera di essere di ritorno e chiudere il Giro a Muggia, in occasione dell'inaugurazione del nuovo Marina Porto S.Rocco, di Muggia.
Probabilmente era stata snaturata la filosofia iniziale, ma si sa che gli entusiasmi sono sempre il detonatore di ogni grande conquista.

(*) Solamente aleggiava, perché poi nulla si è concretizzato. Solo diversi incontri con il Sindaco e molte parole, ma alla fine nessuna concretezza.

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