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Costruito in acciaio navale nel 1974 dal rinomato cantiere francese
META,
in TARARE; oggi all'avanguardia con le costruzioni in
STRONG-ALL.
Progetto nato nella mente del navigatore francese BERNARD
MOITESSIER.
É il frutto della gran quantità di appunti presi da lui stesso sulle qualità marine che, secondo
la sua esperienza, una buona barca oceanica avrebbe dovuto possedere.
Questi dati raccolti in molti anni di navigazioni in diversi mari e con diversi tipi di imbarcazioni più
o meno marine, sono stati poi trasformati dall'Ing. JEAN KNOCKER in un reale progetto, al quale
MOITESSIER pose
il nome di JOSHUA, in memoria ed onore del primo circumnavigatore solitario:
JOSHUA SLOCUM.
Joshua Slocum
Dopo questo prototipo il cantiere META costruì una serie limitata a pochi esemplari.
Dalle notizie non ufficiali sembra che siano meno di 60 e Venivano costruiti solo su ordinazione.
Attualmente il primo e ormai celebre esemplare di Joshua, si trova custodito nel museo di
LA ROCHELLE.
JOSHUA racchiude in se gli importanti elementi di robustezza, semplicità e funzionalità
, che certamente
contrastano e cozzano contro le ideologie regatistiche, ma che certamente consentono di superare momenti duri,
in situazioni che per altri tipi di scafi, si potrebbero definire solo estremamente pericolose.
Vediamo alcuni di questi elementi:

ROBUSTEZZA:
La ruota di prua ed il dritto di poppa sono formati da verga di acciaio piatto 20 x 100
mm.. Un autentico rompighiaccio !
Tutti i bagli di coperta, ordinate e madieri, sono formati da verga di acciaio piatto 5 x 50 mm. sui quali lo scafo
é saldato da ambo i lati. Sono molto fitti, tra ognuno di loro ci sono 50 cm.
Nessun profilato, angolare o inscatolato é usato su Joshua. Essi sono autentici nidi inaccessibili di ruggine.
Scafo costruito con fascioni di lamiera calandrata di lunghezza intera a SPESSORE
PROGRESSIVO.
Lo spessore minimo dell'opera morta al trincarino é di 5 mm.
Scendendo verso chiglia, lo spessore delle lamiere man mano aumenta, ove, nell'ultimo settore dell'opera viva si
misurano 15 mm.
L'ultimo elemento della chiglia che comprende anche la suola, possiede uno spessore di ben 20 mm. di acciaio !!
É uno scafo semplicemente possente.
I fascioni di lamiera, nel punto della loro giunzione sono leggermente sovrapposti, in modo da ottenere una ulteriore
serie di "nervature" longitudinali, e sono saldate in ambo i lati, dentro e fuori.
La barca consente una chiusura totale, definibile ermetica, incluse le prese d'aria e scarico motore.
Possiede una zavorra mobile di "assetto", in pani di piombo di soli 600 kg. che si posizionano per centrarne
il perfetto assetto, poi si bloccano.
Joshua, attualmente attrezzato per questo Giro del Mondo, ovvero con quantità maggiori di ricambi, attrezzi,
saldatrice, combustibili, acqua ecc., disloca (o pesa..) più di 20.000 Kg.
Ogni parte parte del suo scafo é stata galvanizzata a caldo, per questa ragione é esente da parti
rugginose. Salvo colpi e abrasioni, ovviamente.
ALBERATURA:
Anch'essa definibile possente.
Alberi svizzeri "nirvana". L'albero di maestra ha un'altezza in coperta di mt. 15, con una sezione di
cm. 78 di circonferenza.
Quello di mezzana ha un'altezza di poco più di mt. 11, con una sezione di cm. 55 di circonferenza.
Entrambi sono dotati di gradini per salire a riva.
MOTORE:
É motorizzato con un "PERKINS 4.236 M" di 85 HP (72 HP all'asse) ed é, per questa barca,
solo il motore ausiliario. Non eccede affatto in potenza, al contrario.
Invertitore BORG WARNER 2.5:1 - Elica tripala fissa con diametro di 600 mm. su asse di 55 mm. di diametro. ( Piú
una seconda elica di rispetto)
Joshua é nato con serbatoi di gasolio della capacità di 300 lt. (usabili circa 250
lt.).
Per questo viaggio, causa grandi zone ove non é reperibile nessun tipo di combustibile, ed altre ove il
prezzo è più vantaggioso, sono stati da me costruiti 2 serbatoi addizionali, montati poi in centro
barca (amovibili senza causare alcuna modifica strutturale o di arredamento interno) che, con gli originali totalizzano
circa 1.100 lt.
La capacità di acqua potabile é di 600 lt. data da n° 4 serbatoi da
lt. 150 cadauno, in vetroresina
epossidica sagomati secondo lo scafo.
SEMPLICITÁ E FUNZIONALITÁ:
Scafo a doppia prua (o poppa a canoa, o norvegese), offre meno superficie d'impatto con mare di poppa. Dotato di
grande timone esterno con 3 grossi agugliotti ed un grosso fermo anti-sfilamento, tutto totalmente visibile ed
ispezionabile. La grande pala del timone riempita di olio.
Dotato di una grossa barra alla quale fanno capo una forcella ed i cavi d'acciaio che portano sia alla ruota della
timoneria esterna, che, parallelamente a quella interna, posta sotto un'ampia cupola di robusto
plexiglass.
In caso di avaria ai cavi o altro componente della timoneria, la barra viene sganciata e liberata per essere manovrata
in modo manuale.
Questo pratico timone esterno ha permesso la costruzione e l'applicazione su esso stesso, del timone a vento tipo
"flettner".
Ha pochi elementi che lo compongono, é molto efficace e robusto, e, a fronte dei vari milioni che
può costare ad esempio un Mustafà o altro simile buon pilota a vento, quello che ho costruito personalmente
e montato su Joshua, mi é costato circa 300.000 lire.
L'unico pezzo che ho sostituito dopo il capovolgimento a Capo Horn, é stata la pala esterna di compensato.
POZZETTO:
Autovuotante, con grandi ombrinali di drenaggio di 85 mm. di diametro ciascuno.
Piccolo, come una postazione da combattimento. Fatto per una sola persona in condizioni operative o mare impegnativo.
In navigazione tranquilla vi possono sedere solo 2 persone.
Possiede un poggiaschiena circolare in tubo inox che lo circonda, dove ci si può
legare in qualsiasi punto.
INTERNI:

Cabina di poppa: ha 2 cuccette o letto matrimoniale, wc, piccolo lavabo, piccolo armadio e vari stipetti.
Quadrato: sul lato dritto ha un tavolo fisso per 4 persone. Di fronte, sul lato sinistro ha un comodo divano per
4-5 persone.

Sempre sul lato dritto, tra il tavolo e la porta della cabina di poppa c'è
la zona cucina. É composta da un comune piccolo bollitore da campeggio, smaltato b.co a 2 fuochi.
L'ho reso io basculante. Non possiedo forno. Al suo lato c'è un doppio acquaio; uno scarica fuori bordo,
l'altro in sentina.

Di fronte alla cucinetta, sul lato sinistro rispetto la prua, c'é il tavolo di carteggio.
Cabine di prua: due porte scorrevoli di legno dividono il quadrato dalle cabine di prua. In esse ci sono 6 cuccette
riducibili a 4, due di queste ultime fungono anche da divano; ciascuna ha di fronte un piccolo tavolino.
Queste due cabine opposte fra loro, sono dividibili da un soffietto.
Più a prua: subito oltre queste cabine altre due piccole porte (una per ogni cabina) portano nel vano doccia,
diviso a sua volta dal wc di prua da una tendina.
Anche qui c'é un piccolo lavabo con pompa a pedale.
Nella zona del wc di prua trovava alloggiamento (chiuso), il gruppo elettrogeno marino (che ora non c'é
più). Attualmente in questo vano vi custodisco pitture e diluenti.
Ultimi 3 mt. circa di prua: sono occupati da quello che sarebbe la cala vele. In
realtà ora, essendo io
privo di giuoco di vele di rispetto, viene utilizzato come deposito di ogni cosa.
Questo è il mio JOSHUA, amici !
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