E-mail al "Piccolo" di Trieste
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Gentile Signora Ziani buon giorno, ((senza dubbio Lei é stata piú rapida di me, infatti avevo appena terminato di redarLe questo e-mail con notizie fresche su Joshua e la sua imminente partenza, che Bruno Brivonese mi ha inviato copia dell´ultimo articolo del Piccolo. In tutti i casi lo lascio invariato perché, anche se alcune cose già le ha dette, molte altre saranno certamente un aggiornamento "più fresco" di giornata. )) É già trascorso un bel po' di tempo da quando ho avuto il gran piacere di conoscerLa personalmente; è stato in occasione del mio rapido ed insperato rientro a Trieste con la mia compagna Nancy. Bene, come promesso La tengo informata sull'andamento del "restauro" di Joshua ed i suoi programmi immediati per la ripresa del Giro del Mondo. Come ricorderà, avevo trovato un lavoro in un´industria della lavorazione del legno in Tolhuin, un paesino all'interno dei boschi della Tierra del Fuego, fra Ushuaia e Rio Grande. Bene, sa anche che da qualche settimana ho dovuto lasciare questo posto, cosí ho potuto dedicarmi a tempo pieno al ripristino di Joshua; voglio ripartire prima dell'arrivo dell'inverno, che qui é molto severo. Nel settore meccanico di questa industria, la C.I.Fu. appunto, mi era stata data la possibilità di costruirmi, nei fuori orario, le parti metalliche distrutte o spazzate via dal mare, come le crocette in inox dell'albero maestro ed altra ferramenta di coperta. Ho anche potuto revisionare pompe ed altre parti danneggiate del motore. Attualmente le condizioni di Joshua si possono definire discreto/buone. Sono riuscito a rialloggiare il motore Perkins nella sua sede, da dove era stato strappato nel capovolgimento. Con la ricostruzione artigianale di alcune parti, ora esso funziona nuovamente e non scalda più, anche se la sua affidabilità non è al 100% . Peró, compatibilmente con i suoi 29 anni che ha, sarà più che sufficiente sia per portarmi fuori dai canali Fueghini per raggiungere il mare aperto, che per le manovre nei porti di arrivo. Al giorno d'oggi, data di questo e-mail, la cambusa è già stata fatta; i serbatoi di gasolio e acqua già pieni; i preparativi continuano frenetici con la riparazione e cucitura manuale delle vele danneggiate. Riesco a riparare bene la tormentina e la mezzana. La trinchetta invece risulterà più ridotta poiché i danni più gravi andavano dalla sua base alla mano di terzaroli. Ho potuto salvarla eliminando appunto quella parte e ricucendo una base robusta in prossimità dei terzaroli. In questo modo appare come se fosse permanentemente terzarolata, però è abbastanza buona. Sacrificando poi dei ferzi di uno yankee (irriparabile senza una veleria e molto tessuto dacron) potró riparare il genova. Questo era avvolgibile prima della collisione nel "Le Maire"; ora che l´avvolgifiocco non esiste piú, anche se super rattoppato, continuerá a fare il suo lavoro munito di garrocci. Una volta giunto in Australia, vedrò di riuscire a far cucire uno "yankee 1" e/o uno "yankee 2" nuovi, da usare dall'Australia-Indiano in avanti. Altre cose giá sistemate: -) Le 4 batterie danneggiate sono state sostituite da altre nuove. -) Lo strallo di prua rifatto con cavo inox di rispetto che avevo. -) L´arridatoio dello stesso strallo (introvabile anche a B.Aires), é stato costruito di sana pianta con tornio e fresa, da una grossa barra di inox. La costruzione perfetta è avvenuta nell'officina del Presidente del Circolo Giuliano di B.Aires, il sig. Giuricin. Poi me lo ha donato inviandomelo a mezzo corriere DHL. -) La radio SSB riparata; i collegamenti radio sono così assicurati. -) Il VHF riparato gratuitamente nei laboratori della Marina Militare. -) L´impianto elettrico riparato da me al 95%. -) Timone a vento riparato. Ricostruiti da me i pezzi necessari al tornio, presso la C.I.Fu. -) Pilota elettrico mandato a riparare alla Autohelm di B.Aires. Riparazione molto cara, però ora funziona.
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